Carte di credito e ISEE: come funziona

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è uno strumento per capire chi ha davvero diritto ad alcune agevolazioni e chi no. Per questo, entrano in gioco anche le carte di credito presenti in una famiglia.

Carta di credito e ISEE sono, per il Fisco, attestazioni di reddito. Come funziona e come fare quando si deve tenere conto delle dichiarazioni annuali?

A cosa servono le carte di credito nell’ISEE

Le carte di credito sono importanti quando si parla di ISEE dal 2015. Il legislatore, infatti, ha voluto verificare quanto è a disposizione davvero come reddito della famiglia. Rientrano nelle dichiarazioni da fare:

  • Le carte di debito o revolving collegate a un conto corrente.
  • Le carte prepagate.

Naturalmente, si devono tenere in considerazione tutte le carte di credito a disposizione di tutta la famiglia.

Saldo e giacenza: come richiedere questo documento

Per capire come indicare carta di credito e ISEE nella situazione economica complessiva di una famiglia, si utilizza il sistema del saldo e giacenza. Si tratta di un documento che si può chiedere all’emittente della carta prepagata con IBAN o del conto corrente in caso di carta di debito/revolving.

In questo caso, il calcolo della giacenza media, ovvero di quanto c’è sul conto in media ogni mese in un anno, è sulle operazioni fatte sul conto corrente. In pratica, si vanno a calcolare tutti gli importi rimasti sul conto nell’anno e si dividono per i 365 giorni all’anno.

Prima di dividere, si dovrà vedere per quanti giorni il saldo è rimasto uguale e moltiplicare la somma per quel numero di giorni. Il documento di saldo, con la giacenza media, si richiede in filiale (può essere richiesta una commissione come pagamento).

Per le carte prepagate, invece, senza conto, si va a vedere quanto c’è stato nell’anno e lo si divide per i giorni dello stesso.

Dove indicare i risultati ottenuti

Per le carte di debito, revolving o prepagate con IBAN, si usa il quadro FC2 sez. I, codice 01. Invece, per le carte prepagate senza IBAN, si usa il quadro FC2, sezione II, codice 99. Consegnando il documento di saldo e giacenza a un CAF, però, o a un professionista abilitato, si può tranquillamente far fare al professionista.

Il calcolo dell’ISEE come funziona

Oltre alla situazione carta di credito e ISEE, si devono vedere:

  • L’I.S.E. Si aggiungono tutti i redditi della famiglia. Poi, si va a sommare il 20% dei patrimoni immobiliari.
  • L’S.E. Si tratta di un indicatore che mostra tutti i componenti della famiglia. Per esempio, a parità di stipendio, la situazione economica è diversa se i componenti della famiglia sono 2 o sono 5. Questo fattore viene evidenziato da questo calcolo.

La questione delle carte di credito rientra nei redditi della famiglia, ovvero di quanto denaro quel nucleo familiare ha a disposizione. Se è sotto una certa soglia, attestata dall’ISEE, si possono ottenere delle agevolazioni sulle spese mediche, per esempio.

Come fare con le carte di credito online

Se la banca che emette la carta di credito non ha filiali, oppure è all’estero, dal pannello di controllo del proprio Internet Banking, si potrà trovare, nella sezione Documenti, anche la possibilità di indicare saldo e giacenza.

Altrimenti, si può chiamare il servizio di assistenza clienti per richiedere questo documento. Infine, in extremis, si può stampare il saldo del conto dell’ultimo anno e chiedere poi al professionista di fare il calcolo del saldo e giacenza, per capire quale può essere la giacenza media.

Il dato va indicato per legge. Non indicare un saldo e giacenza significa anche venire incontro a sanzioni, perché i dati sono incrociati, quindi non c’è modo di “sfuggire” al Fisco usando una carta di credito prepagata, di debito o revolving. Sono strumenti tracciabili, che devono essere indicati anche nell’ISEE.

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