Franchising baby parking: pro e contro

Il baby parking è arrivato anche in Italia, complice anche la crisi. Chi ha un lavoro se lo tiene ben stretto, quindi sono molte le mamme che trovano tranquillità e serenità in famiglia sfruttando questi servizi.

Il franchising baby parking è la soluzione ideale per avviare un’attività se si amano i bambini. Ecco quali sono i requisiti, pro e contro di questa scelta.

Da dove iniziare

Per iniziare, si deve vedere quali sono gli adempimenti richiesti dalla propria Regione. Per aprire un asilo privato per bambini sotto i 3 anni, è necessario avere un locale abbastanza grande, dove sia possibile per il personale, però, tenere tutti sotto controllo.

In più, è necessario avere una polizza assicurativa che intervenga se i piccoli si fanno male. Infine, si deve far valutare sia dall’ASL, sia dai Vigili del Fuoco, che tutto sia in regola dal punto di vista della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie.

Da ricordare anche la posizione del baby parking. Il locale deve essere facile da raggiungere, magari vicino a scuole e a uffici, in modo che i genitori che hanno due figli possano portare i più piccoli all’asilo privato. In alternativa, se ci sono uffici, ci sono anche genitori che possono trovare comodo lasciare i figli vicino a dove lavorano.

Tutto considerato, l’investimento iniziale sarà di circa 20mila Euro per il solo arredamento. Poi, si devono considerare le spese di affitto locale, quelle delle utenze e sicuramente quelle del personale, che dovrà essere garantito con i contributi previsti dallla legge.

Criteri per scegliere il franchisor

Per scegliere il franchisor per aprire franchising baby parking, ci sono delle regole valide un po’ per tutti i contratti di franchising, e consigli di settore. In generale, il franchisor non dovrebbe prevedere quote alte per l’adesione.

In più, dovrebbe dare una mano con l’organizzazione delle pratiche burocratiche. Infine, dovrebbe seguire l’azienda con una buona pubblicità, un marchio noto e formazione costante del personale.

Questo nelle linee generali. Il franchisor migliore nel settore del baby parking, però, è anche quello che offre servizi in più alle mamme che usano quell’asilo privato piuttosto di un altro. Quindi, si devono garantire programmi specializzati e la sicurezza di essere unici per una vasta zona (per esempio, gli unici in provincia con quel marchio).

Marchi del franchising baby parking a cui rivolgersi

Quali sono i migliori marchi che si occupano di franchising baby parking?

  • ABRAKADABRA. L’azienda, di origine tedesca, ha già 10 sedi in Italia. Con un investimento minimo di quasi 4000 Euro, garantisce aiuto per avviare le pratiche, ma non solo. Corsi di formazione, materiale, sito Internet per far conoscere la propria attività, esclusività di zona e la possibilità di gestire l’attività come meglio si crede.

  • Mini Club Scooby. Ha un costo di 15mila Euro una volta sola, ma si occupa davvero di tutto: immobile, arredamento, personale, attività ludico-creative, formazione, assistenza, disbrigo pratiche per le autorizzazioni, esclusività di zona e anche la possibilità di fare delle feste per bambini con degli animatori specializzati. L’assistenza legale è un altro punto di forza. Per contro, si dovranno allestire almeno 100 metri quadri di attività e fatturare 100mila Euro l’anno.

Pro e contro

Il franchising baby parking è un investimento molto importante all’inizio. Si devono amare i più piccoli, ma anche gestire le numerose attività e i rapporti con i genitori. Una volta avviata l’attività, però, i risultati non mancano, soprattutto quando si ha una vasta scelta di attività e si è scelta la zona giusta da dove cominciare. I franchisor offrono pubblicità e assistenza: vale la pena di provare se si sente l’esigenza in zona e se si ha voglia di intraprendere un’attività con target i più piccoli.

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