Prestiti con partita Iva: i migliori

I finanziamenti anche di piccolo importo per i liberi professionisti e le imprese di piccole dimensioni sono difficili da trovare, per via dell’assenza di un reddito continuativo. Ecco come fare per ottenere dei prestiti anche se si ha la partita Iva

I prestiti con partita Iva possono essere di piccolo importo per risolvere gli imprevisti o le spese urgenti, oppure delle opportunità per chi vuole investire nella propria impresa per migliorarla e aumentare il fatturato. Ecco quali sono le migliori proposte per chi ha una partita Iva.

Prestiti con partita Iva: i finanziamenti di piccolo importo

I prestiti di piccolo importo non dovrebbero essere un problema per chi ha una partita Iva. Per la prima volta che si chiede un prestito, però, è necessario un garante nella maggioranza dei casi, oppure un’ipoteca su un immobile o sull’azienda.

In questi casi, le possibilità sono diverse. Gli istituti di credito convenzionati possono fornire piccoli prestiti sul conto corrente, con la certezza di prelevare sempre le rate dal conto. Se non ci sono strumenti bancari, possono intervenire le società finanziarie.

Queste possono offrire prestiti personali veloci anche a chi ha la partita Iva, a patto di pagare un tasso di interesse più alto.

In alternativa, ci sono le banche online, che sono in grado di intervenire offrendo soluzioni mirate. Se si è già pagato con successo un prestito e si hanno le spalle larghe dal punto di vista delle garanzie, diventa tutto più semplice e si può richiedere un prestito fino a 10mila Euro.

Prestiti per le imprese: quando si vuole investire

Quando si vuole investire con prestiti con partita Iva, conviene scegliere la strada del pubblico. Infatti, se ci sono lavori di:

  • Riqualificazione energetica.
  • Riqualificazione con aumento di personale.
  • Rimessa a nuovo di un locale altrimenti in abbandono.
  • Innovazione (= formula startup).

Si possono ottenere dei prestiti tramite bando. In questo modo, i costi di interesse sono molto bassi, perché sono gli enti pubblici a fare da garante. Avviare o riqualificare la piccola impresa diventa molto semplice e funzionale.

Il business plan sempre alla mano

Per chi ha intenzione di partecipare a questi bandi per ottenere un finanziamento, il business plan dei prossimi 5 anni è la carta vincente. Il business plan permette di capire se, in futuro, l’azienda sarà in grado di pagare e se ci sono tutte le condizioni per ottenere il finanziamento.

Non è detto che l’azienda non possa cercare investitori e sponsor, per favorire la propria realtà e per ottenere nuovi soci che abbiano gli stessi obiettivi.

Cosa fare se le banche non hanno fiducia

Se le banche e le società finanziarie si tirano indietro, si possono trovare prestiti con partita Iva in due formule:

  1. La carta di credito revolving. Se si ha una dichiarazione dei redditi di almeno 11mila Euro, American Express e altri circuiti finanziari possono mettere a disposizione una carta revolving in grado di affrontare le spese. La carta di credito ha il 35% di tasso di interesse fisso e consente di pagare a rate o a saldo. Se si scelgono le rate, si ottiene un importo fisso, per un minimo di 40 Euro. La carta ha un canone annuo di 35 Euro, ma l’1% degli importi spesi torna indietro con la formula del cashback.
  2. I prestiti tra privati. I canali di finanziamento tra i privati permettono di ottenere una somma veloce e di restituirla a rate senza problemi. In questo tipo di finanziamenti, che si può trovare sui siti ufficiali, il tasso di interesse è generalmente basso, perché ai privati interessa ottenere un rendimento certo, più che riferirsi agli indici del mercato interbancario.

Conclusione

I prestiti con partita Iva non sono semplici da ottenere, ma si possono avere mantenendo alcune condizioni. Purtroppo, una dichiarazione dei redditi troppo bassa non permette di avere un finanziamento, così come un protesto in corso. Oltre gli 11mila Euro, però, qualcosa si può trovare.

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