Pensione complementare: come i giovani si preparano per il futuro

I più giovani di solito non sono propensi a pensare a quanto potrebbe essere utile aderire a un fondo pensione, a maggior ragione nel caso in cui abbiano fatto il proprio ingresso nel mondo del lavoro da poco. È chiaro che parlare di pensione vuol dire, per molti, immaginare una realtà di cui ci si dovrà occupare quando si sarà anziani, ma non è proprio così. La previdenza complementare per i più giovani è destinata a offrire numerosi vantaggi: proprio per questo motivo si tratta di una scelta che dovrebbe essere operata nel più breve tempo possibile.

La destinazione del TFR

Le opzioni di investimento per la pensione sono numerose, al link che abbiamo incluso potete trovare ulteriori approfondimenti. Intanto una di queste opzioni permette ai giovani di destinare a un fondo pensione il proprio Trattamento di Fine Rapporto, al posto di lasciarlo in azienda. Per chi non lo sapesse, il TFR corrisponde allo stipendio più o meno di un anno che deve essere accantonato dal datore di lavoro anno dopo anno: il lavoratore ha la possibilità di decidere, appunto, se destinare il TFR a un fondo pensione o se, invece, tenerlo in azienda. Così, si ha l’opportunità di aderire a un fondo pensione non dovendo spendere alcunché ma, appunto, destinandovi il proprio Trattamento di Fine Rapporto.

Fondi pensione: il trattamento fiscale

Il trattamento fiscale previsto dallo Stato italiano per i soldi riservati ai fondi pensione si può considerare privilegiato, con vantaggi concreti ed evidenti sin da quando si decide di optare per la previdenza complementare. In particolare, il prelievo fiscale che si applica per i rendimenti maturati durante la gestione dei versamenti tramite imposta sostitutiva corrispondente al 12.5% per i rendimenti da Titoli di Stato; per i rendimenti da altri impieghi è, invece, del 20%. Inoltre, si tassano con una aliquota del 15% le prestazioni finali, sia in forma di capitale che in forma di rendita, per i lavoratori del comparto privato.

La tutela dal rischio di fallimento

Le forme pensionistiche integrative possono essere considerate patrimoni autonomi e distinti nel contesto del patrimonio complessivo di chi gestisce il fondo. Per questo motivo, nel caso in cui il gestore del fondo dovesse fallire, le vicende creditizie non coinvolgerebbero il patrimonio accumulato, che è comunque tutelato. Gli eventuali creditori dei sottoscrittori non hanno la possibilità di sequestrare o di pignorare gli importi che vengono accumulati nei fondi pensione.

Reclamare gli importi versati in anticipo

Coloro che scelgono di aderire a un fondo pensione hanno la facoltà di reclamare le somme versate in anticipo, ma affinché ciò avvenga è necessario rispettare delle condizioni ben precise. Il riscatto di ciò che si è accumulato può avvenire nella misura del 50 o del 100% se si concretizza la perdita del lavoro o in caso di sopraggiunta invalidità permanente. Invece, per l’acquisto della prima casa, per la ristrutturazione della prima casa o per le spese sanitarie si può beneficiare dell’anticipazione del 75% della somma; per le altre esigenze non si supera il 30%.

Pensione integrativa per i più giovani: quali benefici?

Ci sono molti motivi per i quali per una persona giovane che abbia intenzione di godere in futuro di una pensione più ricca conviene aderire a un fondo pensione. Risulta evidente che un ragazzo o una ragazza di 25 anni difficilmente pensano alla pensione, poiché la percepiscono come molto lontana nel tempo e dunque non colgono la sua importanza effettiva. Eppure ci sono benefici che i fondi pensione garantiscono anche prima di lasciare il lavoro o addirittura nell’immediato. Se fin da giovani si aderisce a un fondo pensione, si può contare su un orizzonte temporale decisamente esteso per la fase di accumulo. Ciò vuol dire che nel corso dei primi anni si può puntare su settori di investimento che sono caratterizzati da un livello di rischio più alto, e che quindi comportano dei rendimenti elevati, per poi ridurre il rischio con il passare del tempo, tenendo presente che ovviamente questo comporterà anche una diminuzione dei rendimenti. Prima si comincia a versare denaro a un fondo pensione complementare, più alti sono i rendimenti che è possibile ottenere: il che si traduce in un assegno pensionistico integrativo molto più elevato.

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