Rendita catastale: come si determina il valore dell’immobile per il calcolo di Imu e Tasi

Uno dei fattori di maggiore importanza utilizzati per la determinazione del valore degli immobili è la rendita catastale. Si tratta di un dato che viene considerato per determinare il peso delle tasse che vengono applicate su un determinato immobile. Sono diverse le imposte che sono calcolate attraverso la rendita catastale. L’Imu, l’Imposta Municipale Propria, è, ad esempio, una delle imposte la cui determinazione avviene prendendo in considerazione questo aspetto.

Anche il valore catastale, ai fini della determinazione della tassa sulle successioni e sulle donazioni, si basa su questo determinato valore oltre all’imposta ipotecaria e catastale. Un altro fattore che viene calcolato utilizzando la rendita catastale, è il valore erariale del bene, così da evitare l’applicazione di imposte o tasse quando esse non sono dovute.

Insomma la determinazione della rendita catastale è importante per tanti aspetti direttamente collegati alle operazioni realizzabili sul proprio immobile.  In sostanza, con il termine rendita catastale si intende infatti il reddito che l’Agenzia del Territorio determina per l’immobile.

Si tratta, quindi, di un fattore che indica la ricchezza derivante per il proprietario dell’immobile e che quindi, secondo le norme vigenti, prevede l’applicazione di determinate imposte. Nel documento del Catasto del Fabbricati, ad esempio, sono indicate con precisione i valori della rendita catastale di ogni immobile collegati all’unità immobiliare.

Il valore della rendita è quindi applicato a tutte le tipologie di abitazioni presenti sul territorio italiano tranne per gli immobili che hanno una destinazione particolare come le chiese, i ponti, i cimiteri, le stazioni e varie altre strutture di utilizzo pubblico. Insomma un valore importante ed applicato a tutte le tipologie di strutture e che ne determina l’imposizione fiscale. Ma quali sono gli utilizzi specifici della rendita catastale durante la compravendita immobiliare?

In sostanza, sia per chi acquista che per il venditore, il valore della rendita catastale può essere estremamente utile. Conoscere i dati dell’immobile consente alla persona che, effettua l’acquisto di sapere, con precisione, a quali spese andrà incontro attraverso l’operazione di compravendita. Un valore importante che viene calcolato prendendo in considerazione alcuni fattori.

Rendita immobiliare: come si effettua il calcolo

In sostanza è l’Agenzia dell’Entrate che ne individua il valore a seconda di fattori molto precisi. L’area nella quale è ubicato l’immobile è uno dei principali elementi che vengono presi in considerazione. Alla ripartizione in zone omogenee segue la suddivisione degli immobili a seconda delle categorie e delle classi catastali.

A questo punto ad ogni immobile viene associato la consistenza catastale. Si tratta di un altro valore di importanza fondamentale che si basa essenzialmente sulle dimensioni che caratterizzano l’immobile oltre al numero di vani presenti all’interno o attraverso il calcolo della grandezza degli ambienti interni dell’edificio calcolata in metri cubi oppure in metri quadrati.

Per quanto riguarda le categorie catastali prese in esame, si deve tener presente che si dividono in tre principali sezioni. Nel gruppo A vengono comprese tutte le strutture utilizzate per le abitazioni  o uffici. In questo caso la consistenza catastale viene calcolata a seconda dei diversi vani che compongono gli immobili.

Per quanto riguarda la seconda categoria catastale, cioè la B, il calcolo avviene in metri cubi. Si tratta, in questo caso, di strutture che ospitano alloggi collettivi come i collegi, i convitti, i ricoveri, gli orfanotrofi, gli ospizi, i conventi ed altre strutture di questo tipo.

Per valutare la consistenza catastale della categoria del gruppo C, comprendenti tutti gli immobili destinati all’uso commerciale come i negozi e le botteghe, il calcolo della consistenza catastale avviene considerando i metri cubi della struttura.

Al termine l’Agenzia delle Entrate effettua la determinazione della tariffa d’estimo unitaria cioè la rendita catastale media unitaria delle varie categorie e classi. A questo punto l’Agenzia, valutata attraverso il calcolo della la tariffa d’estimo, stabilisce la rendita catastale. Insomma un calcolo che prende in considerazione diversi aspetti; ma come si può rilevare la rendita catastale del proprio immobile?

Il calcolo della rendita catastale fai da te: gli strumenti sul web

Anche in questo caso gli strumenti che il web offre sono davvero tanti per chi vuole effettuare una valutazione “fai da te” della propria rendita catastale. Bastano pochi passaggi per rilevare il valore di questo indispensabile dato attraverso una serie di utili applicazioni. Ma anche il sito dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una pagina dedicata appositamente al calcolo della rendita  catastale, oppure ci sono a disposizione guide online su come calcolarla, come quelle presenti sul portale Ivisura per il calcolo della rendita catastale che sono molto dettagliate e spiegano passo passo come si effettua il calcolo.

I primi dati da introdurre nelle apposita casella sono quelli relativi al proprio codice fiscale per poi accedere alla pagina. Il primo passo è di introdurre la provincia, tra quelle proposte, dove è stato realizzato il proprio immobile scegliendo successivamente il comune, sempre tra quelli presenti in lista. A questo punto l’utente deve inserire il numero del foglio, della particella e del subalterno. Cliccando sul pulsante indicante la dicitura “Cerca” sarà possibile ricevere tutte le informazioni sulla propria rendita catastale.

Nel caso in cui sia un aspirante proprietario a voler calcolare il valore di un immobile a cui è interessato, può cercare, sempre su internet, la rendita catastale. Basta inserire i dati del proprietario facendo attenzione a precisare se si tratta di un privato o un’azienda.

Il primo passo da fare è l‘inserimento del codice fiscale dell’individuo, nel caso in cui si tratti di un privato o della partita Iva, in caso di azienda. Successivamente si aggiunge la provincia in cui è localizzato l’immobile premendo sul pulsante “Invio”. Basteranno pochi secondi per mostrare un messaggio con i dati precisi della rendita catastale. 

Caso differente, invece, per chi ha ultimato la realizzazione di un immobile e deve procedere all’attribuzione della rendita catastale. Il proprietario deve agire in un periodo non superiore ai trenta giorni per effettuare la formulazione della richiesta ad un impiegato dell”Agenzia del Territorio. Il proprietario dell’immobile può proporre la rendita che, a parere suo, meglio si adatta alle caratteristiche dell’abitazione.

Ma sarà il tecnico dell’Agenzia delle Entrate a decretare il dato della rendita del proprio immobile. A questo punto, se il proprietario ritiene che la decisione del tecnico non sia aderente alla realtà, può presentare un ricorso. Passato un anno l’Agenzia del Territorio può inviare la rettifica al proprietario dell’immobile; a quel punto la rendita catastale sarà definitiva.

 

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