Le particolarità del contratto di affitto transitorio

Una particolare tipologia di contratto di locazione è quello transitorio, che proprio per la sua specificità è regolato da apposita normativa di riferimento: legge n. 431 del 1998, Decreti ministeriali del 5 Marzo 1999 e 30 dicembre 2002. Vediamo nello specifico a cosa serve questo tipo di contratto e quali sono i vantaggi per le parti che lo stipulano.

Contratto affitto transitorio: a chi si rivolge

Succede spesso che, per esigenze personali o di lavoro, si sia costretti a lasciare la propria città di residenza per trasferirsi in altra città per un determinato periodo di tempo. In questo caso è particolarmente utile affittare un immobile per il tempo che serve, ed il contratto di affitto transitorio è il più idoneo allo scopo. Altro caso in cui si ricorre ad un contratto di questo tipo è quello degli studenti universitari che devono frequentare i corsi in città diversa dalla propria ed hanno bisogno di un’abitazione per il tempo necessario a completare il percorso universitario o post- universitario. Chiunque possieda a titolo privato un immobile ad uso abitativo può concederlo in locazione con un contratto di affitto transitorio, la cui durata è fissata per legge. Il periodo di affitto dell’immobile non può essere inferiore ad un mese e superiore a 18 mesi. A differenza di altri contratti locativi, questo contratto non può essere rinnovato.

Contratto affitto transitorio a canone concordato

In un contratto del genere il conduttore e il locatore possono liberamente definire l’importo del canone (si parla allora di contratto “a canone libero”). Vi sono però dei casi in cui è necessario stipulare un contratto di affitto transitorio “a canone concordato”: è il caso di alcuni Comuni italiani in cui il canone di locazione per un affitto transitorio può essere maggiorato anche fino al 20% (Venezia, Milano, Roma, Bologna, Genova, Firenze, Torino, Palermo, Bari, Napoli, capoluoghi di provincia, comuni che confinano con le città metropolitane). Il canone concordato rappresenta un vantaggio per tutti i proprietari di immobili che scelgono di affittare  per un periodo breve, mentre penalizza gli inquilini che, in alcune città italiane devono sostenere una spesa maggiore per l’affitto. Per gli studenti universitari, però, vige un contratto transitorio un po’ diverso, rinnovabile dopo la prima scadenza e con durata che va dai sei mesi a tre anni.

Contenuti e forma del contratto di affitto transitorio

 A pena di nullità il contratto deve contenere alcuni elementi indispensabili: i dati anagrafici delle parti contraenti, la fissazione del canone, la descrizione dell’immobile oggetto di locazione, la durata del contratto, la modalità di versamento dell’importo a titolo di locazione, il riferimento esplicito alla transitorietà (da provare con documentazione allegata). Per quanto concerne la forma del contratto di affitto transitorio, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha predisposto un modello da utilizzare per la redazione dello stesso. Il DM 30 dicembre 2002 stabilisce che le spese relative al contratto vengano ripartite tra i due contraenti, ritenendo nulla ogni clausola contraria a tale disposizione.

Regole sullo scioglimento del contratto di affitto transitorio

Disdetta e scioglimento del contratto sono differenti tra loro. Mentre la prima si verifica quando il contratto giunge alla scadenza, lo scioglimento può intervenire prima, ma solo da parte del conduttore e per “gravi motivi” (motivi di salute, licenziamento, deterioramento dell’immobile non prevedibile, ecc.). Al locatore invece non è consentito sciogliere il contratto in anticipo.

Tasse e agevolazioni fiscali

Il contratto di affitto transitorio può essere stipulato con cedolare secca, e questo comporta un pagamento del 10% a titolo di imposta sostitutiva IRPEF ed un risparmio su Tasi e Imu pari a circa il 25%. Per quanto concerne l’imposta di registro, l’aliquota prevista è del 2% su importo del cannone pagato annualmente. Vige anche per il contratto di affitto transitorio l’obbligo di registrazione presso gli uffici competenti per territorio dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

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