Franchising Burger King: condizioni e come cominciare

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Burger King è una grandissima catena di fast food, sia in Italia che all’estero. Per questo, chi vuole avviare una propria attività, può pensarci su. Prima di firmare, conviene fare un salto qui, proseguendo la lettura.

Franchising Burger King: condizioni, come partire con un proprio negozio Burger King e quali sono i vantaggi di questo importante franchisor.

Franchising Burger King: condizioni

Diventare un franchisee Burger King non è affatto facile. Prima di tutto, l’imprenditore si deve impegnare ad aprire almeno 3-5 locali con il marchio. La società non impedisce di avere un altro lavoro allo stesso tempo, ma è anche difficile gestire più attività insieme.

In più, per ogni locale, Burger King chiede l’investimento di 400mila Euro a locale + il 6% del fatturato netto totale. Infine, il candidato deve superare un colloquio di lavoro.

Burger King si aspetta l’invio di una mail a questo indirizzo con in allegato:

  • Curriculum del candidato imprenditore.
  • Zona dove si vogliono aprire nuovi locali.
  • Documenti che attestano la possibilità di fare questo investimento.

Cosa offre Burger King

Se la società è convinta, allora il franchisee avrà:

  • Un corso di formazione dai 6 agli 8 mesi.
  • Assistenza costante.
  • Possibilità di usare il marchio di Burger King in negozio e negli oggetti di uso comune.

In più, il franchisor è in grado di venire incontro alle esigenze per le richieste di personale, dando una mano agli imprenditori ai quali è affidata una vasta area.

La società si impegna a contattare solo i candidati di proprio interesse anche dopo molti anni dalla richiesta, quindi il consiglio è di considerare sempre questa un’eventualità.

Investimento iniziale

Dato che si parla di almeno 3 locali commerciali di grandi dimensioni (ci deve entrare anche la cucina, per non parlare delle normative in materia sanitaria per gli alimenti e per la sicurezza), l’investimento minimo iniziale richiesto da Burger King in totale è di minimo 1.200.000 Euro.

Oltre ai macchinari e alle utenze, si dovrà comunque pagare lo stipendio a un certo numero di dipendenti. Quindi, entrare nella grande famiglia di Burger King significa davvero cambiare la propria vita.

Il consiglio è scegliere zone di passaggio, oppure centrali, o ancora i grandi centri commerciali. La possibilità di avere uffici nei dintorni significa anche essere presi d’assalto in pausa pranzo. Da verificare la presenza di un ampio parcheggio e di eventuale concorrenza sul territorio.

Grazie ai vari strumenti online, come le app, si può ottenere clientela che prevede la consegna a domicilio della merce. Anche questo aspetto non va sottovalutato.

Da parte sua Bruger King offre tutto ciò che è comunicazione, marketing e aiuto alla gestione di impresa.

La storia

Burger King nasce come brand negli anni ’50, a Miami. Nasce praticamente subito dopo McDonalds come marchio, perché uno dei fondatori, passando proprio da un fast food concorrente, capisce l’innovazione e la coglie al volo.

Nel 1975, arriva il primo Burger King in franchising in Europa. La prima capitale europea con un Burger King è proprio Parigi. Da quel momento, mentre si chiude la parentesi parigina, il franchising Burger King si espande in Belgio e nel 1999 arriva in Italia, come una ventata di novità.

Burger King si apre quindi al mercato asiatico e al mercato brasiliano negli anni 2000 (dal 2007 in poi) e si quota con profitto in Borsa. Oggi, a Burger King appartengono anche il brand Quick (Belgio) e il brand Hungry Jack’s in Australia.

Attualmente, Burger King vanta migliaia di filiali in tutto il mondo. Si presenta come un marchio solido e afffidabile, ma anche molto dispendioso per chi vuole iniziare una nuova attività, perché consente di iniziare davvero molto in grande e dopo una serie di passaggi obbligati.

Quindi, il consiglio è di provare l’investimento solo se si è sicuri.