Irs fisso e variabile: andamento, valore attuale e previsioni

Irs fisso

Uno degli elementi che caratterizza tutti i contratti di mutuo è il tasso di interessi. Dall’Euribor allo Spread passando per l’IRS, i fattori che determinano il peso della rata da pagare ogni mese sono davvero tanti. Se per i finanziamenti a tasso variabile è il valore dell’Euribor a rappresentare l’elemento fondamentale, per i mutui a tasso fisso il peso dell’Irs va a comporre, insieme al valore dello spread, il valore del mutuo da pagare per gli anni previsti nel contratto.

Cos’è l’Irs?

Acronimo che sta per Interest Rate Swap, l’Irs si basa sullo swap, ovvero sul valore dello scambio che serve all’istituto di credito per ”rassicurarsi” in caso di aumenti dei tassi di interessi. Nonostante sia largamente utilizzato per il calcolo degli interessi da applicare alle rate del mutuo, l’Irs non è un indice pensato specificatamente per i contratti di finanziamento. Ed a dimostrarlo è il fatto che la sua valutazione avvenga anche a cadenza annuale mentre i contratti di mutuo durano, in media, dai venti anni in poi.

Nonostante ciò abbiamo l‘Irs anche a trentanni, il cosiddetto Irs30. In ogni caso all’aumento della durata del contratto cresce anche il valore dell’Irs. Ma per quale motivo?

E’ il rischio che si assume l’istituto di credito a rappresentare l’elemento che fa aumentare l’Irs con il prolungarsi del piano di ammortamento. Il tutto è motivato dalla crescita del pericolo di aumento dei tassi, di cui dovrebbe farsi carico la banca, durante il mutuo.

Anche le variazioni del valore dei bund tedeschi rappresentano un elemento importante nella determinazione dell’Irs.

Sempre per tale ragione è ricorrente che le banche aumentino i tassi in vista di una durata del mutuo più lunga, per l’impredivibilità del mercato e quindi per i rischi connessi al contratto di mutuo concesso. Naturalmente all’Irs si aggiunge lo Spread che rappresenta il margine di guadagno che ogni istituto di credito applica sui contratti di finanziamento. Si tratta di un valore che varia da banca a banca risultando, dunque, del tutto soggettivo.

Le variazioni dell’Irs

Come detto i valori che determinano le variazioni dell’Irs sono tanti, quasi tutti relativi alle condizioni che vive l’economia generale e nello specifico del valore del denaro. Un aumento di questi ultimi, nel prossimo futuro, porterà ad una crescita inevitabile del tasso di Irs applicato ai futuri contratti di mutuo pertanto è utile valutare anche questo aspetto.

Oggi il valore dell’Irs, come tutti gli indici del settore, ha vissuto un’altalena continua con alti e bassi ed un calo vistoso dalla crisi economica innescata del 2007. Ma a quanto ammonta l’Irs attualmente?

Il valore dell’Irs oggi

L’ammontare dell’Irs varia quotidianamente. Controllare il valore dell’Interessi Rate Swap al momento della sottoscrizione del contratto, soprattutto a tasso fisso, è importante per comprendere quale sia il peso delle rate che si affronteranno nel prossimi anni.

Di solito ogni contratto di mutuo prevede un interesse ancorato all’Irs del giorno o del mese precedente alla sottoscrizione. Si tratta di un valore che viene indicato tra le condizioni di ogni contratto di mutuo.

Per l‘Irs a dieci anni il tasso di interesse applicato è dello 0,79%.

Per i mutui a quindici anni il valore degli interessi è dell’1,16%.

Per i finanziamenti dalla durata di venti anni avremo un valore dell’1,32%.

I mutui di durata di 25 anni prevedono un tasso dell’Irs pari all’1,39 mentre per un piano di ammortamento di trentanni il valore è dell’1,43%.

Mutui a tasso fisso o variabile: quale conviene?

Una domanda classica, quando si parla della sottoscrizione di un contratto di finanziamento, è tra il tasso fisso o variabile. Il tasso fisso, come detto, si compone dello spread e dell’Irs, con rate dall’importo costante. Si tratta di un finanziamento caratterizzato dalla sicurezza delle rate sempre uguali, anche per trentanni.

Con il trascorrere degli anni, però, le rate potrebbero risultare poco convenienti alla luce delle variazioni del mercato mentre l’Euribor, riflettendo appieno le variazioni del valore del denaro, renderebbe finanziamenti a tasso variabile maggiormente convenienti. In ogni caso è sempre possibile accedere alla surroga. 

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