Prestiti a protestati: le migliori soluzioni di finanziamento per i cattivi pagatori ed i pignorati

Ottenere un finanziamento, per chi ha avuto dei problemi nel pagamento di mutui o di prestiti, può essere davvero un’impresa. Si tratta dei protestati, una categoria di utenti segnalata nelle banche dati del CTC e del CRIF e che può incorrere in condizioni anche molto svantaggiose per accedere ad un mutuo.

E’ la fase iniziale nella quale l’istituto di credito effettua specifici controlli sulle condizioni reddituali e patrimoniali dell’aspirante mutuatario oltre alla sua “storia” nei campi dei contratti di mutuo a rappresentare lo scoglio più ostico da superare. Una difficoltà aggiuntiva aggravata, negli ultimi anni, dalla crisi economica e dalle conseguenti strette sul credito.

Come detto è il CRIF, acronimo che sta per Centrale Rischi Finanziari, a riportare i dati dei clienti che sono incorsi, nel recente passato, nell’insolvenza sia per quanto riguarda i mutui che i prestiti. Un protesto o, peggio ancora, un pignoramento degli immobili, è una macchia che caratterizzerà per anni la reputazione di un utente che incontrerà, in ogni occasione, serie difficoltà nell’accesso al credito.

Una specifica certificazione viene accostata ad un creditore che non è riuscito a pagare le rate di una qualsiasi forma di finanziamento: si tratta di una segnalazione che per lungo tempo ha impedito ai vari istituti di credito di erogare dei prestiti. Un “cliente non finanziabile” sbatteva quindi contro una sorta di muro di gomma in ogni banca; per questa categoria di utenti i prestiti possono essere ben lontani dalle classiche forme di finanziamento concesse ai “normali clienti”.

Condizioni peggiori, come detto, ma anche soluzioni diverse da parte degli istituti di credito che, con il tempo, hanno deciso di mettere in campo dei prodotti in grado di venire incontro anche ai protestati. Se la formula della cessione del quinto o della busta paga erano le uniche forme di finanziamento per i cattivi pagatori ed i pignorati, oggi le banche e le società finanziarie hanno deciso di allentare la stretta.

Una vera e propria manna per i tanti utenti che hanno incontrato condizioni di difficoltà, magari solo momentanee, nel pagamento delle rate mensili. Anche coloro che sono incorsi in mancati pagamenti di vaglia cambiali, rate del prestito e nel pagamento di assegni sia bancali che postali, hanno ora l’opportunità di accedere a particolari forme di prestito.

Prestito a protestati: come effettuare la cessione del quinto

E’ la cessione del quinto a rappresentare una delle soluzioni maggiormente adottate dai cattivi pagatori. Si tratta di una formula molto comune e che prevede il rimborso del prestito attraverso la quinta parte dello stipendio. Una soluzione semplice con un pagamento che avviene senza troppi sforzi da parte del cliente.

Con questa formula, l’utente può ottenere una somma non superiore ai sessantamila euro rimborsabili con rate a tasso fisso. Le condizioni per accedere alla cessione del quinto per i cattivi pagatori sono, anche in questo caso, particolarmente stringenti. Nessun tipo di finanziamento può essere concesso agli utenti non pensionati che non abbiano un contratto a tempo indeterminato. In sostanza l’istituto di credito ha l’interesse affinché le entrate siano relativamente sicure.

Proprio sullo stipendio verranno detratte le somme destinate al rimborso delle rate. Si tratta di una soluzione molto semplice e che prevede un contatto diretto tra la banca ed il datore di lavoro. È importante sottolineare come questa forma di credito non preveda una garanzia su un immobile. Nessun tipo di ipoteca né ulteriori pegni per accedere ad una forma di credito che ha un funzionamento del tutto simile per gli utenti non oggetto di protesti.

Quella della cessione del quinto è quindi la forma di finanziamento più adatta e conveniente per chi si trova nella condizione di essere “cattivo pagatore” o di essere incorso nel pignoramento dei beni immobili.

TFR come garanzia e prestito delega: le nuove forme di prestito ai protestati

Ma, in alcuni casi, la cessione del quinto appare una soluzione non praticabile per tutti. In questo caso nuove soluzioni possono essere adottate come garanzia come il proprio TFR. Si tratta di una soluzione che può essere applicata, però, esclusivamente dai pensionati e dai dipendenti pubblico che abbiano, cioè, un’entrata stabile e sicura negli anni. E’ una formula che non può essere usata, in alcun modo, dai lavoratori autonomi per la mancanza del Trattamento di Fine Contratto.

Il cliente può inoltre usufruire del prestito delega. In questo caso può essere anche una percentuale appena inferiore alla metà dello stipendio a venire versata direttamente dal datore di lavoro all’istituto di credito: un “doppio quinto” come è stato ribattezzato per la somma destinata al rimborso che può andare da un minimo del 20 ad un massimo del 40% dello stipendio mensile.

La richiesta del dipendente deve essere avanzata al datore di lavoro che provvederà a versare direttamente quanto dovuto all’istituto di credito. Anche in questo cao nessun tipo di cambiamento sarà applicato sulla rata da pagare che sarà costante nel tempo.

Ma una polizza assicurativa deve accompagnare la sottoscrizione del contratto. Si tratta di un’assicurazione che corrisponde quanto dovuto dal cliente alla banca nel caso in cui quest’ultimo muoia o in cui perda il lavoro. Il costo della polizza, naturalmente, ricade sul richiedente con una maggiorazione della rata o con un pagamento iniziale.

E’ di 120 mesi la durata massima di questa forma di finanziamento. Quando il contratto è alla conclusione il cliente può richiedere un nuovo prestito per il pagamento conclusivo del precedente. Il prestito ai protestati, in questa versione, può essere stipulato esclusivamente dai dipendenti del pubblico impiego ed i lavoratori del settore privato.

Per i dipendenti pubblici è necessario che esista una specifica convenzione tra la Pubblica Amministrazione e la banca nella quale si accede al servizio.

Accompagnare alla domanda di un prestito per i cattivi pagatori con una garanzia specifica può essere un’altra soluzione per chi ha bisogno di liquidità. Si chiama prestito con la fideiussione e può rappresentare una valida alternativa per chi non è interessato alla precedenti opzioni esposte in precedenza.

Prestito con garanzia personale e cambializzato: le caratteristiche

Chiamata anche garanzia personale, la fideiussione è un elemento ricorrente anche nei contratti di mutuo ed aiuta alla concessione del finanziamento, anche se non si è nelle condizioni ideali per accedere al prestito. E’ una terza persona che, firmando il contratto, si impegna a garantire il cliente in caso di mancato pagamento delle rate mensili. Proprio nel caso in cui il cliente non riesca a corrispondere quanto dovuto, sarà il fideiussore a pagare al suo posto.

Naturalmente la banca analizzerà la situazione del richiedente del prestito, ma anche del garante per valutare se quest’ultimo sia realmente in grado di sostenere i pagamenti mensili.

Ma le alternative per il prestito ai protestati non si fermano qui. Il prestito cambializzato è una valida alternativa per chi vuole accedere ai prestiti non finalizzati cioè non accesi per un motivo ben preciso. Si tratta di un finanziamento il cui rimborso avviene attraverso il pagamento delle cambiali.

Il pagamento di queste ultime avviene con cadenza mensile per una durata massima di 120 mesi. Anche in questo caso l’importo della rate è costante. Si tratta, però, di un titolo esecutivo che comporta cioè il pignoramento immediato nel caso di mancato pagamento.

Ad accedere a questa forma di prestito ai protestati sono i clienti che hanno un TFR accantonato per il lavoratori dipendenti sia pubblici che privati mentre è indispensabile una polizza vita di almeno de anni per gli autonomi. I pensionati, invece, possono presentare il certificato presso l’INPS.

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