Decidere di affidarsi ad un conto deposito in Svizzera è oggi un passo molto diffuso tra coloro che voglio tutelare in qualche modo i propri risparmi, e allo stesso tempo vogliono ricavarne benefici senza dover versare sempre soldi nelle casse del fisco italiano.

Per questo motivo l’idea di aprire un conto deposito in Svizzera appare molto più allettante di quanto si possa pensare. Tuttavia è bene sottolineare che affidarsi ad un istituto bancario svizzero non vuol dire godere di anonimato assoluto, dal momento che in ballo ci sono legislazioni molto più forti di quelle nazionali, ovverosia le direttive europee.

Come tanti altri paesi comunitari infatti, la Svizzera ha aderito all’applicazione della norma comunitaria del Bail-in, si tratta del prelievo forzoso sui conti in presenza di un default della banca.

Conto deposito in Svizzera: il comportamento delle banche

Le banche svizzere si sono così adeguate alle nuove direttive comunitarie garantendo a coloro che avevano intenzione di aprire un conto deposito in Svizzera, che fossero o meno italiani, fino a CHF 100 mila a depositante. Allo stesso tempo i conti che non raggiungono una simile soglia sono tutelati da un determinato sistema di garanzia.

L’Italia, che in materia di tutela dei conti deposito ha la sua ferrea direzione, non è certo da meno alla Svizzera, entrambi i Paesi infatti proteggono gli investimenti dei clienti. Nel caso degli istituti bancari italiani, fino a 100 mila euro esiste la garanzia data dal Fondo Depositi, che interviene quando le disposizioni finanziarie di azioni e obbligazioni cominciano a scarseggiare. Questo a dimostrazione che tanto in Italia quanto in Svizzera aprire un conto deposito è assolutamente un passo sicuro e anche abbastanza conveniente.

Tornando poi alle banche elvetiche, ricordiamo che gli istituti principali sono UBS AG, Union Bank della Svizzera,  e Credit Suisse Group, che mettono a disposizione dei clienti dei conti standard. Inoltre essendo la Svizzera suddivisa in 26 cantoni, esistono anche le banche cantonali. In esse, così come succede nelle due succitate, si può avanzare richiesta di apertura di un conto deposito ottenendo la sicurezza e l’attenzione che ogni consumatore pretende dalla propria banca.

Affinché possa stipularsi questo contratto bancario, in Svizzera vengono richieste quante più informazioni possibili in merito all’identità del cliente, ma anche circa cifre e attività a cui ambisce il richiedente. Il tutto nel totale rispetto della privacy che ci si aspetta oggi in qualunque circostanza. Attraverso i conti numerati, quelli cioè che si aprono senza far apparire nome e cognome sulla transazione è possibile tutelare la privacy, anche se  per specifiche operazioni occorre comunque svelare la propria identità.

Conto deposito in Svizzera: le differenze con l’Italia

Se in molti corrono ad aprire i conti deposito in Svizzera è perché palesemente esistono differenze con quanto accade in Italia. Al contrario del nostro Paese infatti, le rigide regole elvetiche non consentono che un conto deposito possa essere aperto virtualmente. Questo perché gli istituti bancari preferiscono avere un rapporto faccia a faccia col cliente.

Per aprire un conto deposito in Svizzera bisogna aver compiuto 18 anni, ma non basta certo questo affinchè la banca firmi ad occhi chiusi il contratto. L’Elvezia infatti è un Paese molto severo, che facilmente rifiuta di aprire conti se il soggetto è troppo esposto al livello politico e pubblico,  questo requisito è fondamentale perché le banche non vogliono essere coinvolte in vespai che facilmente si sollevano e che potrebbero danneggiare la loro reputazione. Il loro intento infatti è quello di dimostrare che le attività che compiono sono solo ed esclusivamente lecite.