Surroga mutuo Inpdap

Surroga inpdap

La surroga mutuo Inpdap è un’opzione sulla richiesta dei mutui ipotecari offerti e gestiti direttamente dall’Inpdap a supporto dei dipendenti pubblici.

Surroga mutuo Inpdap: requisiti fondamentali

Per poter usufruire della surroga mutuo Inpdap bisogna essere in possesso dei requisiti fondamentali richiesti dall’ente, gli stessi necessari per richiedere e stipulare un normale mutuo con l’ente stesso.

In primo luogo la finalità accettata è sempre quella di acquistare un nuovo immobile da destinare a “prima casa”, sia che si viva in affitto sia che si viva con i propri genitori e si decida di dar vita ad un nuovo nucleo familiare.

Le abitazioni per le quali è possibile usufruire del mutuo Inpdap e della Surroga, che ha una finalità differente, devono essere sul territorio italiano e non considerate abitazioni di lusso.

Possono richiedere questa formula solo i dipendenti pubblici, in attività o pensionati, iscritti alla “Gestione unitaria delle prestazioni Creditizie e Sociali” e che vantino un’anzianità di contribuzione di almeno 3 anni.

Gli iscritti in attività al momento della presentazione della domanda devono essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e non devono possedere alcuna altra abitazione.

Surroga mutuo Inpdap: vincoli e funzionamento

La surroga mutuo Inpdap è una soluzione introdotta e regolamentata dal Decreto Bersani (Legge 40 del 2 aprile 2007) il cui funzionamento è molto semplice e vantaggioso con l’unica differenza che in questo caso è destinato solo ed esclusivamente ai dipendenti pubblici.

Il principio di funzionamento comporta la possibilità di trasferire un mutuo già esistente da una banca all’Inpdap usufruendo di una serie di agevolazioni che l’ente stesso proporrà al cliente.

Ricordiamo che il senso e lo scopo della Surroga, anche in questo caso, è quello di rinegoziare un mutuo con un altro istituto spuntando delle condizioni migliori rispetto a quelle originarie, condizioni che possono riguardare la durata, il tasso, lo spread e la rata.

La surroga mutuo Inpdap è proiettata verso un risparmio concreto per il dipendente pubblico ma resta sempre da valutare con molta attenzione, nel caso specifico è riservata a tutti i lavoratori e pensionati del settore pubblico che abbiano le caratteristiche sopraelencate.

L’operazione non prevede alcun tipo di spesa da parte del cliente e la banca dalla quale si decide di trasferire il mutuo non potrà opporsi in alcun modo rispetto a tale decisione e l’unico vincolo per il cliente è che l’importo previsto dalla surroga mutuo Inpdap non può superare in alcun modo il debito residuo.

Pertanto non sarà possibile richiedere una surroga all’Inpdap in funzione di acquisire nuova liquidità, ma si potranno rinegoziare tutti gli altri aspetti del finanziamento.

Pro e contro della surroga mutuo Inpdap

Il vantaggio fondamentale è per tutti i dipendenti pubblici, di fatto nessun altro può accedere a questa forma agevolata di finanziamento.

Resta però il fatto che bisogna rientrare in determinati parametri sia in qualità di richiedente sia per quanto concerne la richiesta rispetto all’immobile.

Infatti occorre ricordare che non sarà possibile richiedere mutui e di conseguenza surroghe che superino l’importo dei 300.000,00€, sarà finanziabile solo un immobile che è presente sul territorio italiano, lo stesso deve essere la prima abitazione, solo nel caso di separazione, laddove la prima casa sia stata concessa al partner allora si potrà richiedere un mutuo o una surroga per la nuova abitazione.

I documenti da presentare per la surroga sono la perizia dell’immobile e l’atto notarile per il cambio di istituto bancario, mentre tutti gli altri documenti saranno forniti direttamente dalla precedente banca all’Inpdap in base ad una serie di accorti interbancari attivi tra gli istituti.

Un aspetto sicuramente negativo di questa operazione è che al momento della surroga del mutuo e quindi del trasferimento dell’ipoteca, l’ente chiede che questa sia iscritta per il doppio del valore del finanziamento (200%), cosa che potrebbe risultare particolarmente restrittiva in quanto la maggior parte delle banche tende ad attestarsi al 150%.

Bisogna assicurarsi di essere in possesso sia dei requisiti di base che dei documenti richiesti dall’ente altrimenti la domanda di surroga non sarà presa in considerazione e quindi bocciata.